Brescia, 3 febbraio 2011
Gentile Direttore,
siamo venuti a conoscenza che, nei giorni scorsi, si è riunito il tavolo interprovinciale Brescia-Bergamo fra le associazioni venatorie e i rappresentanti della maggioranza che siedono in Consgilio regionale. L’inconto si è svolto presso la sede della Lega Nord della città dei nostri amati cugini bergamaschi e ha affrontato i tanti problemi aperti in materia di caccia. Al di là dell’opportunità di organizzare un tavolo istituzionale presso la sede di un partito, spiace constatare che per l’ennesima volta si è persa un’occasione per riunire tutti i rappresentanti delle forze politiche che trasversalmente ritengono che l’attività venatoria vada tutelata e salvaguardata. In questi ultimi anni, infatti, senza questo sforzo comune nessun provvedimento approvato dal Consiglio regionale avrebbe potuto vedere la luce. Anche negli ultimi mesi le lettere del Presidente Formigoni e le prese di posizioni di esponenti locali e nazionali della maggioranza (anche della Lega) non hanno certo aiutato chi difende l’attività venatoria.
Utilizzare il tema per mere speculazioni personali cercando di lucrare qualche preferenza alle prossime elezioni regionali non è secondo il nostro pensiero il modo migliore e più efficace per difendere i tanti cacciatori che con passione e sacrificio tengono viva una storia millenaria. Il nostro timore è che questi comportamenti, oramai ricorrenti, non facciano che indebolire e mettere in difficoltà l’intero movimento. Essendo poi ormai nota la contrarietà del Presidente della Giunta regionale nei confronti del tema “deroghe” avremmo apprezzato un coinvolgimento di tutti gli attori che nel Consiglio regionale siedono e difendono l’attività venatoria tenendo presente che le missioni della Commissione e dei suoi uffici preposti a Bruxelles funzionano quando avvengono con tutte le forze politiche coinvolte. Facendo anche notare che chi si occupa di tenere i rapporti con Bruxelles per conto del Consiglio regionale è un componente dell’attuale minoranza. Tagliare fuori questa importante risorsa ci sembra, perlomeno, poco lungimirante.
Temi complicati come la riforma della legge 26/1993 o le deroghe e i richiami non possono essere affrontati sempre con lo sguardo rivolta alla prossima scadenza elettorale, ma va impostato un lavoro di medio-lungo termine che garantisca la certezza della norma, cosa che negli ultimi anni mai è avvenuto. Ciò può accadere solo con il coinvolgimento di tutti gli attori fuori e dentro il Consiglio regionale.
La nostra posizione sui temi venatori è nota a tutti e non è mai stata finalizzata alla ricerca di qualche voto in più, come hanno dimostrato i voti indispensabili e i provvedimenti da noi controfirmati che in questi anni sono stati approvati dal Consiglio regionale. Per questo, nonostante riteniamo che ancora una volta si sia partiti con il piede sbagliato, le nostre convinzioni, che sono frutto di una disinteressata azione politica, non muteranno di certo. Sarà nostra premura sostenere e difendere il tema, certo con qualche difficoltà in più, rispetto ai tanti detrattori della “caccia” che da oggi hanno qualche argomento in più.
Gian Antonio Girelli
Gian Marco Quadrini


